The Geek Week #11
18-25/12/2021
Ebbene sì, questa sarà l’ultima uscita prima della pausa Natalizia. Tra mancanza di notizie che avremo in questo periodo, e le festività alle porte, mi sembra giusto prendere una pausa: la prossima uscita, quindi, la troverete in mail l’8 Gennaio. Cambiamenti per il 2022? Non credo, in quanto questa newsletter è abbastanza giovane, ma mai dire mai!
In cuffia in questo momento: Black Star - Mos Def & Talib Kweli Are Black Star
Nella settimana #11 si parla di:
LastPass sta per tornare!
Android ed AirTag: si muove qualcosa.
Multe per i negozianti che non sono dotati di POS.
Decreto Anti Delocalizzazioni contro i licenziamenti su Whatsapp e Teams.
Il sistema automatico della UEFA fallisce in diretta!
Whatsapp testa lo scambio di valute tramite Novi.
LastPass sta per tornare!
Grazie Ferdinando per la segnalazione
Si, LastPass presto tornerà indipendente. Ad annunciarlo è la stessa LogMeIn che detiene la proprietà del software da diverso tempo: si, proprio la stessa LogMeIn che ha sfornato software bellissimi del calibro di Hamachi (occhiolino). Tramite il blog ufficiale, l’azienda annuncia a tutti di voler rendere LastPass una sezione indipendente proprio per permettere di accellerare, così, lo sviluppo di uno dei più famosi password manager del web. Da cosa deriva questa novità? Sicuramente dal fatto che, da inizio 2021, il software ha perso molto del suo appeal quando è stato inserito un controllo che costringeva l’utente ad utilizzare, in modo gratuito, il servizio su un solo dispositivo. Questa scelta, ovviamente, è stata mal vista dagli utenti che hanno iniziato a migrare verso altre piattaforme: Bitwarden ed 1Password su tutte. LogMeIn promette che il team porterà diverse novità nella nuova versione di LastPass: si presuppone un nuovo sistema di autocompletamento ed una nuova app mobile. Non ci resta che aspettare, ricordando però che ci sono competitor molto avanzati che sarà difficile scalzare, specie dopo un background non proprio chiaro che LastPass si porta dietro.
Android ed AirTag: si muove qualcosa.
Uno dei problemi più evidenti di AirTag, i famosi tracker di Apple, è quello di non essere rilevabile da altri dispositivi diversi da iPhone: questo è un male perchè, gli iPhone, dopo alcune ore che un AirTag è con voi e non è associato al vostro ID Apple, vi avverte di una possibile minaccia. Tutto, attuale, almeno fino a questa settimana quando Apple ha rilasciato l’app Tracker Detect sul Play Store: questa permetterà, appunto, agli utenti Android di sapere quando un AirTag sarà nelle loro vicinanze. Con l’app sarà possibile effettuare una scansione manuale quando si pensa che possa esserci un AirTag non riconosciuto in zona, oppure di scansionare i dati di un AirTag smarrito (ovviamente con scambio di dati criptato). Apple ha commentato così la notizia tramite CNET: “AirTag offre funzionalità di sicurezza e privacy leader del settore e oggi stiamo estendendo nuove funzionalità ai dispositivi Android. Tracker Detect offre agli utenti Android la possibilità di cercare un AirTag o i tracker di oggetti supportati dalla rete Dov’è. Stiamo alzando l’asticella della privacy per i nostri utenti e per il settore, e speriamo che altri ci seguano”. L’applicazione potete scaricarla, se avete un telefono Android, tramite questo link.
Multe per i negozianti che non sono dotati di POS.
Un emendamento parlamentare al decreto Recovery approvato dalla Commissione Bilancio della Camera potrebbe dare una svolta alla questione POS e negozianti. Secondo questo emendamento, dal 1 Gennaio 2022 tutti i negozianti ed i professionisti che non saranno dotati di POS o che non accetteranno pagamenti elettronici, saranno multati di 30€ + il 4% del valore dell’oggetto/servizio da pagare in quel momento. Come ricorda il Corriere la legge in realtà era già attiva ma, in un momento tutto Italico, non era prevista una multa per questa mancanza. Inoltre, l’emendamento in questione porta due novità: l’obbligo decade quando il negoziante/professionista darà la possibilità di effettuare la transazione con una tipologia di carta di debito/credito e che la multa, in questo caso, dovrà essere accertata dagli organi competenti (Polizia o Guardia di Finanza). Che sia la volta buona che si dia una forte scossa all’introduzione sempre più forte della moneta elettronica?
Decreto Anti Delocalizzazioni contro i licenziamenti su Whatsapp e Teams.
Le coscienze dei nostri governanti, a quanto pare, si sono smosse dopo che il CEO di better.com ha pensato bene, qualche giorno fa, di licenziare ben 500 persone durante una call su Teams. Da qui, viene ampliato il Decreto Anti Delocalizzazioni anche a questa tipologia di licenziamenti. Nello specifico, il testo che dovrebbe essere discusso nei prossimi giorni, introduce l’obbligo per le imprese che hanno nel loro organico più di 250 dipendenti, qualora volessero chiudere i propri stabilimenti ed avviare licenziamenti collettivi di almeno 50 dipendenti, a darne comunicazione a sindacati, regioni e Ministero del Lavoro almeno 90 giorni prima dell’avvio della procedura. Ma non solo: nella comunicazione di dovrà dar conto delle ragioni economiche, finanziarie e tecniche della chiusura. Senza questa tipologia di indicazioni i licenziamenti saranno nulli ed il datore di lavoro ricorrà in pesanti sanzioni. In questo periodo di pandemia siamo passati da un uso prima morigerato, poi sempre più espanso delle tecnologie di comunicazione: mai avremo immaginato una situazione del genere.
Il sistema automatico della UEFA fallisce in diretta!
Chi non ricorda il clamoroso epic fail di Windows 98 durante la sua prima presentazione al pubblico? Ecco, quello che è successo questa settimana durante i sorteggi della UEFA Champions Legue (la maggior competizione per club del calcio Europeo) è un fail grande tanto quanto quello di Bill Gates e co. Una serie di errori software hanno fatto si che, all’estrazione di una pallina posizionata in un’urna sbagliata, si sono concatenati una serie di errori che hanno portato ad annullare il sorteggio e a riproporlo circa due ore dopo. La UEFA, infatti, aveva scambiato la pallina del Liverpool, che non poteva essere pescata dall'Atletico Madrid, con quella del Manchester United. La squadra di Manchester, quindi, era stata associata alla squadra del Villareal negli Ottavi di Finale: l’errore è stato subito visibile in quanto le due squadre si erano già affrontate durante i gironi e la regola non vuole che questo accada non prima della semifinale. La UEFA, ovviamente, si è scusata in un tweet, ma la brutta figura resta. Il sistema ha fallito, ma come dice il saggio: “il problema è sempre tra la sedia e la tastiera”.
Whatsapp testa lo scambio di valute tramite Novi.
I sempreverdi amici di WABetaInfo, in questi giorni, hanno dichiarato al mondo che i lavori di integrazione tra Whatsapp ed il suo portafoglio digitale Novi, sono in uno stato particolarmente avanzato. Il test, per ora, è attivo solamente per una piccola fetta di utenti negli USA e, sorprendentemente, per il Guatemala. La funzionalità, ricordo, permette di scambiare denaro tra utenti Whatsapp, utilizzando il famoso portafoglio digitale di Meta, Novi. Whatsapp ci tiene a specificare che, quando entrerà in vigore la nuova funzionalità, nulla verrà cambiato nel client di messaggistica: l’esperienza utente resterà molto simile con l’aggiunta, però, dello scambio di denaro. Se volete avere una piccola anteprima di come funzionerà il tutto, potete visitare il sito web di Novi.



